Quando la psicologia si occupa di Benessere

Quali sono gli ingredienti da cercare e miscelare per sviluppare abilità che ci fanno stare bene? La psicologia viene più frequentemente intesa come disciplina che tratta il disagio eppure esiste una branca che si concentra e studia la felicità. Parliamo allora di Psicologia Positiva che approfondisce l’ambito di emozioni positive, maggior significato e coinvolgimento in ciò che facciamo e nell’uso del tempo. 

 

La psicologia positiva è legata a M. Seligman, docente di Psicologia all’università della Pennsylvania che elabora un paradigma (1975) e ricerche per approfondire l’ambito della felicità e dell’ottimismo. A partire dalla teoria del controllo (Locus of Control) descrive l’impotenza appresa e lo stile esplicativo. La prima si riferisce all’atteggiamento di rinuncia, al senso di impossibilità che influenza ogni azione, condiziona il livello e la qualità dell’investimento personale. Lo stile esplicativo indica il modo in cui generalmente ognuno di noi spiega, interpreta gli eventi. Apprendere ad affrontare gli eventi della vita in modo più realistico e flessibile può essere già un ingrediente importante. Secondo gli autori e le ricerche svolte in questo ambito gli ottimisti tendono  a pensare che le difficoltà siano temporanee e che le cause siano legate alle circostanze; questo approccio facilita un atteggiamento proattivo e meno influenzabile dalle condizioni negative. Le persone con la tendenza a vedere nero attribuiscono facilmente a sé gli esiti non desiderati e credono che le conseguenze avranno ricadute rilevanti e prolungate nel tempo. Cosa succede in relazione ai differenti atteggiamenti? Chi si arrende in partenza si scoraggia e mostra azioni meno incisive: ha uno stile esplicativo permanente, pervasivo e personale ( gli eventi negativi durano per sempre, colpiscono tutto e sono causati dalla persona che li subisce). Le persone più positive tendono, secondo questi studi, a dare spiegazioni alle difficoltà nei termini di condizioni temporanee, specifiche e suscettibili di cambiamento. C’è infatti differenza tra il dire “Non sono bravo in matematica” e “non ho fatto attenzione” o “non mi sono impegnata abbastanza”. Per tornare alla domanda iniziale allora un altro ingrediente importante per il benessere è la perseveranza caratteristica strettamente legata allo sforzo e all’autodisciplina. Dedicando tempo e impegno ad una attività otterremo maggiori progressi. Le emozioni negative ci mettono in guardia dal pericolo: la rabbia è accompagnata dalla prevaricazione, la paura è preceduta dalla sensazione di pericolo, la tristezza è associata alla perdita. Se le emozioni sono sproporzionate rispetto alla situazione reale le conseguenze sono negative e possono preludere al blocco. Le emozioni positive favoriscono l’apprendimento, lo sviluppo personale. L’autoconsapevolezza ci mette di fronte alle nostre abilità, ai limiti e ai difetti personali; il senso di agentività è strettamente connesso al senso di responsabilità; l’autoregolamentazione fa riferimento alla nostra capacità di confrontarci con emozioni, pensieri e comportamenti e infine l’automotivazione riguarda la realizzazione delle proprie aspirazioni. Un modello schematico che può contribuire a comprendere l’impostazione teorica qui esposta è il Modello ABCDE di A. Ellis: Le conseguenze emotive C non dipendono direttamente dalla singola avversità A, bensì dalle convinzioni che abbiamo di quella circostanza B. Distinguendo queste diverse componenti possiamo divenire consapevoli di pensieri specifici che generano emozioni corrispondenti: ad esempio il pensiero della prevaricazione alimenta l’emozione della rabbia.

Comprendere le convinzioni profonde personali o Iceberg contribuisce a comprendere reazioni emotive magari sproporzionate; analizzare la significatività di quella convinzione, la sua utilità nella situazione, se è eccessiva rispetto al momento consente di confrontarsi con schemi interni immutati, ripetitivi e per lo più disfunzionali.

 

M. E. P. Seligman Fai fiorire la tua vita ed. Anteprima 2012

M. E. P. Seligman Imparare l’ottimismo ed. Giunti 2015

 

 

 

Ho l’ansia. Cosa posso fare?

 L’ansia nasce da pensieri negativi circa un evento e ciò causa disagio. Il comportamento conseguente consiste spesso nell’evitare le situazioni che associamo alla difficoltà percepita. Si parla di condizionamento di secondo ordine in termini cognitivo comportamentali: evitiamo situazioni neutre che richiamano una esperienza spiacevole e che provocano in noi risposte condizionate, anche se gli stimoli in sé non sono minacciosi.

Possiamo ricorrere ad una strategia che definiamo risoluzione di problemi

  • Individuiamo il problema e lo descriviamo in modo molto preciso:cosa succede, dove, come, con chi, per quale motivo e come modificare;
  • definiamo più opzioni possibili per risolvere il problema;
  • valutiamo la fattibilità e la probabilità di riuscita delle opzioni;
  • selezioniamo l’opzione che riteniamo più adeguata;
  • definiamo un piano di azione realizzabile.
  • Se l’opzione scelta non risultasse funzionale procediamo con un’altra.

Se ci sentiamo in difficoltà possiamo percorrere diverse strade

  • Produrre intenzionalmente pensieri piacevoli;
  • reindirizzare l’attenzione da pensieri negativi a quelli positivi. Ci si allena a sostituire i pensieri da negativi a positivi e creare istruzioni che limitino pensieri che generano preoccupazione, ad esempio: la situazione è complicata, ma finirà.

Apportare delle modifiche virtuose allo stile di vita per prevenire e attenuare l’ansia

  • Dedicarsi ad attività piacevoli;
  • ridurre l’assunzione di eccitanti come caffeina e teina;
  • pianificare la gestione del tempo individuando azioni/ impegni urgenti, importanti, scadenze in modo realistico;
  • aumentare l’esercizio fisico;
  • ridurre l’assunzione di alcool che dopo una iniziale sensazione di anestesia emotiva contribuisce ad aumentare la stessa ansia.
Le persone che soffrono d’ansia hanno difficoltà a riconoscere e riflettere sui propri stati emotivi e tendono a concentrarsi su aspetti fisici. La gestione emotiva risulta scarsa e da ciò deriva la sensazione di disagio e, a volte, sofferenza.
L’ansia ha una funzione importante nella nostra vita. Ci segnala un pericolo e la necessità di apportare modifiche per migliorare la nostra condizione. Le persone che soffrono d’ansia hanno difficoltà a accettare le sensazioni che provano e temono emozioni come la paura, la tristezza, la rabbia connotandole velocemente come negative e pericolose.
La terapia si propone di individuare le emozioni, dare loro un nome, comprendere il significato sottostante: accompagnare nella mentalizzazione la persona stessa.
 EMDR. Una terapia innovativa per il superamento dell’ansia, dello stress e dei disturbi di origine traumatica. F. Shapiro e M. S. Forrest Ed. Astrolabio 1998

EMDR La terapia dei ricordi

L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati ad eventi traumatici e a esperienze più comuni, ma emotivamente stressanti. La sofferenza psichica e il disagio conseguente vengono visti come conseguenza di informazione immagazzinata in modo non funzionale.

E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 20 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerosi disagi e disturbi psicologici inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.

La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a forme psicopatologiche e sofferenze psichiche.

La memoria e le reti che vanno a costituirla rappresentano l’oggetto su cui concentrarsi perché base per lo sviluppo del disagio e/o di equilibrio psichico. L’esposizione ad eventi stressanti in concomitanza con fattori psicosociali e vulnerabilità individuale possono generare la comparsa di forme psicopatologiche e/o difficoltà in svariati ambiti della vita.

I circuiti del cervello si sviluppano in relazione al tipo di attivazione che ricevono; le esperienze che ognuno di noi fa vanno a influenzare l’organizzazione cerebrale e ciò spiega per quale motivo siano tanto significativi gli eventi della nostra infanzia sullo sviluppo successivo.

Ognuno attribuisce agli eventi significati e rilevanze differenti e anche atti di omissione (quali mancata soddisfazione di bisogni emotivi/ fisici, mancata disponibilità genitoriale e così via), oltre a atti di violenza, possono generare difficoltà psicologiche e psichiatriche a diverse età.

Il metodo EMDR è applicabile anche per accedere e rafforzare le risorse individuali.

Come dice Franzine Shapiro, ideatrice e ricercatrice del metodo,  Lasciamo il passato nel passato

Bibliografia

F. Shapiro, Lasciare il passato nel passato Casa Editrice Astrolabio, 2013, Roma

Sito Associazione EMDR Italia

I valori per contrastare il CyberBullismo

 

Il cyberbullismo indica un attacco continuo, ripetuto, offensivo attuato mediante gli strumenti della rete. L’offerta nel mondo on line consente di vivere un intenso assorbimento di tempo ed energie in una dimensione virtuale e costituire lo scenario per creare identità ed espressioni on line. Come si manifesta il cyber bullismo e come fronteggiarlo?

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La depressione e le credenze personali

Esperienze precoci  rendono potenzialmente la vulnerabilità personale più evidente, il modo in cui si interpreta e valuta la realtà – le credenze – costituiscono insieme ad altri fattori psichici (come le identificazioni, l’autostima, i pattern relazionali, le problematiche evolutive, le difese, il temperamento, i traumi) elementi importanti circa l’insorgere o meno di un quadro depressivo.Il termine depressione fa riferimento ad uno stato di abbattimento e prostrazione fisica, psichica con origine biologica e ambientale: l’educazione ricevuta, i vissuti legati alla famiglia di origine e quelli esterni possono contribuire allo sviluppo di questo fenomeno.

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Come insegnare l’autoefficacia

Crescere è energia e forza motivante in sè già alla nascita e, attraverso la relazione con le figure che ci accudiscono interagenti con l’ambiente per renderlo accogliente e idoneo alle esigenze del “piccolo” o della “piccola”, si ha una progressiva organizzazione della personalità, fino ad arrivare ad un senso di identità e consapevolezza di sè come bambini, ragazze, adulti. Leggi Tutto

La Riabilitazione Cognitiva

Il nostro cervello è costituito da tante connessioni  tra i neuroni attraverso le sinapsi e riusciamo a rievocare i ricordi ripercorrendo i “circuiti” che queste connessioni stabiliscono.

Alcune cellule celebrali nell’invecchiamento naturale progressivamente si spengono e altre conservano l’attività nel cervello.

Stimolare significa supportare nella ricerca di risposte alternative e attraverso le pratiche cognitive si mira a mantenere l’attività dei neuroni funzionanti  che, a loro volta, ne ecciteranno altri a loro connessi. Il tentativo è quello di rallentare il decorso della perdita di memoria. Leggi Tutto

La Respirazione Consapevole

Il respiro è legato ai nostri stati d’animo, come del resto la mente e il corpo.

Il respiro consapevole disinnesca il pilota automatico, o la nostra tendenza a pensare per categorie. Ciò significa che siamo abituati ad attribuire in modo precoce significati, rischiando di perdere particolari importanti del presente: arriviamo a conclusioni o valutazioni per generalizzazione o semplificazione, riducendo la comprensione della realtà e, quindi, anche la nostra capacità di adattamento. Leggi Tutto

Le Paure dei Kids

Mamma, ho paura del buio,
papà stai qui nella stanza fino a che mi addormento,
papà non voglio più andare a scuola, ho paura.
Se ci fermiamo a ricordare la nostra infanzia, possiamo rintracciare momenti in cui avevamo paura delle ombre che si proiettavano sulle pareti, piuttosto che di espressioni di un personaggio in un cartone animato, in un filmato che ci hanno particolarmente colpito e l’istinto associato era nascondersi dietro al cuscino, coprirci gli occhi con le mani. Leggi Tutto