Ci sono ferite nella psiche, che hanno riflessi e conseguenze evidenti anche nel corpo che vanno a destabilizzare il nostro senso di identità e stabilità; la vulnerabilità dipende da eventi eclatanti come incidenti, calamità, minacce alla nostra incolumità. Ci sono poi traumi più difficilmente individuabili, che sembrano meno rilevanti, come la trascuratezza, le umiliazioni che possono condizionare il sistema emotivo, le nostre relazioni, i nostri atteggiamenti perché anche a livello neurobiologico gli episodi di neglet che si sono verificati in periodi di nostra vulnerabilità, come nella fase dell’infanzia, rappresentano eventi irrisolti a livello di elaborazione che generano disturbi e disagio nel presente.

Nel disturbo da stress post-traumatico queste ferite interiori continuano a generare dolore, il trauma è sempre presente, le sensazioni sono vive, sembra che l’episodio sia avvenuto a poca distanza di tempo e spazio anche se collocato in un momento lontano della vita.

Le manifestazioni sono:

ricordi intrusivi

sogni ricorrenti collegati nel tema all’evento

reazioni dissociative come flashback

sofferenza legata a fattori scatenanti che richiamano soggettivamente l’evento traumatico (minaccia di morte, violenza etc.)

reazioni fisiologiche per esposizione a fattori scatenanti

evitamento di situazioni o stimoli che richiamano l’evento traumatico

alterazione del pensiero come convinzioni negative rispetto a sé, al mondo etc

riduzione di interessi

incapacità di provare emozioni positive

alterazione dell’arousal come comportamento irritabile, ipervigilanza, problemi di concentrazione, difficoltà nel sonno.