Il cyberbullismo indica un attacco continuo, ripetuto, offensivo attuato mediante gli strumenti della rete. L’offerta nel mondo on line consente di vivere un intenso assorbimento di tempo ed energie in una dimensione virtuale e costituire lo scenario per creare identità ed espressioni on line. Come si manifesta il cyber bullismo e come fronteggiarlo?

Viviamo nella Network Society, definizione per indicare che le reti sociali e dei mass media hanno un riflesso esistenziale sulla vita individuale e organizzativa. Network Society è coniato da Manuel Castells e J. Van DijK per spiegare la continua interfaccia tra cultura della collettività e dispositivi tecnologici.

L’adolescenza è caratterizzata da cambiamenti repentini a livello fisico, psichico, ormonale e i giovani in questa fase della vita si confrontano con compiti impegnativi che riguardano la consapevolezza di sé nella costruzione dell’identità personale. L’identità definisce l’esperienza fenomenica di essere/ sentirsi se stessi e di ottenere il riconoscimento dagli altri. Possiamo parlare di sé ideali, sé normativi, sé desiderati e sé temuti e durante l’adolescenza si ha un succedesi di risvolti della personalità influenzati dai molteplici contesti relazionali frequentati.

Secondo G. Stanley Hall questa fase di vita è caratterizzata dal fenomeno Storm e Stress: si sperimenta l’estremo, il conflitto e l’emozione intensa. Esistono poi giovani che tendono a isolarsi, a frequentare controvoglia la scuola o  a non applicarsi in attività sportive, ricreative: in generale costoro mostrano difficoltà a sfruttare in modo costruttivo e creativo l’aggressività e possono provare intensi sentimenti di rabbia che si traducono in esplosioni imprevedibili. L’aggressività, aspetto del carattere o del comportamento che si configura in manifestazioni eccitate o violente, nello sport come combattività, spirito agonistico normato, è fondamentale per conquistare, mantenere il proprio spazio vitale ed è legata al fatto di sentirsi vivi. L’aggressività diventa rabbia quando l’espressione viene soffocata: i bambini, poi adolescenti non sono in grado di fronteggiare situazioni troppo grandi, conflittuali e comunicano il malessere con comportamenti oppositivi. Il bullismo on line ha collegamenti con il bullismo classicamente inteso (caratterizzato da una vittima, un carnefice, il gruppo che assiste, i gregari che partecipano sostenendo le azioni di prevaricazione) e ha, a sua volta, caratteristiche peculiari e specifiche: l’aggressività on line può non avere limiti per l’assenza di contatto fisico; non è accessibile la comunicazione non verbale e si manifestano comportamenti più disinibiti. Lo schermo rappresenta una difesa da emozioni intense, ci si trova in una condizione di anonimato, la vittima è sempre raggiungibile attraverso smartphone o computer, se in modalità on e gli adulti sono assolutamente assenti.

Quali sono i rischi on line?

Esposizione a sfruttamento commerciale come pubblicità, spamming

Violenza, incitamenti all’odio

Esposizione a valori negativi come razzismo, informazioni non corrette, plagio

Sessualità come contenuti a carattere sessuale, adescamento, pornografia (Classificazione tratta da EUKIDS on line).

Cosa fare come genitori rispetto all’accesso al web dei figli?

Guardare insieme i siti che incuriosiscono i figli

Insegnare a non entrare in siti vietati ai minori

Insegnare a non compilare moduli on line

Insegnare a non entrare in siti che invitano a usare linee telefoniche

Insegnare a non rivelare username e password ad amici

Insegnare a fare il backup del computer per salvare i dati

Insegnare a usare modalità comunicative rispettose

Insegnare a non diffondere spam

Insegnare a non tollerare razzismo, discriminazione, prepotenza nel mondo on line

Insegnare a non fare il troll (gergo di Internet, Wikipedia) intromettendosi in conversazioni altrui

Insegnare a pensare alle conseguenze prima di postare messaggi e foto

Insegnare a eliminare i messaggi di sconosciuti

Insegnare a non accettare incontri con persone conosciute nel web, non si sa chi c’è dall’altra parte

Consultare sempre gli adulti e, se si avverte un pericolo, fare una segnalazione alla Polizia Postale, digitando il 113 o consultando il sito del Commissariato P.S. on line.

Gli attacchi diretti di cyberbullismo avvengono attraverso sms, furto di password per cui si inviano messaggi a nome di un’altra persona, blog, siti, invio di foto, giochi on line per cui la vittima viene hackerata, si parla di impersonation per cui il bullo finge di essere la vittima e manda messaggi offensivi ad altre persone.

Cosa si può fare a livello educativo per insegnare la responsabilità e la consapevolezza di sé?

Offrire strumenti, proporre attività per conoscersi come persone a livello corporeo, emotivo e psichico

Insegnare a comunicare con gli altri

Incrementare lo spirito critico

Contrastare comportamenti distruttivi

Coniugare responsabilità personale e sociale

Lavorare sulla risoluzione dei problemi favorendo l’autonomia

Favorire il senso di autoefficacia con ricadute positive sul senso di autostima

Conoscere e sviluppare le life skills nei teenager (saper risolvere i problemi, saper prendere decisioni, creatività, senso critico, autoconsapevolezza, capacità relazionali, comunicazione efficace, gestione delle emozioni, gestione dello stress, empatia)

Conoscere il web rispetto a punti di forza e rischi

Cosa fare rispetto al ruolo di vittima?

Prendere sul serio le paure dei figli, rafforzando l’autostima

Non dare soprannomi svalutativi

Rassicurare circa le prevaricazioni subite. È possibile cambiare se non si drammatizza e si minimizza

Accompagnare nella ricerca e scelta di una/ diverse soluzioni, favorendo l’autonomia

Proteggere concretamente in modo che gli episodi non si ripetano

Parlare con gli insegnanti collaborando senza delegare

Prestare attenzione a cambiamenti di umore e comportamento.

Cosa fare rispetto al ruolo di bullo?

Osservare il comportamento di fronte alle frustrazioni. Gli ostacoli generano rabbia per la difficoltà nel trovare risposte costruttive.

Considerare i propri comportamenti in famiglia, le parole, i toni che si usano. I figli hanno necessità di identificarsi con l’ambiente di provenienza, imitando.

Parlare delle conseguenze che i comportamenti prevaricanti suscitano senza criticare la persona. Persona e comportamento sono due componenti distinte seppur strettamente collegate.

Esprimere la propria preoccupazione in quanto genitore per favorire nel figlio/ figlia il contatto con le emozioni non accettate come paura, tristezza da cui scaturisce la rabbia.

Parlare di fragilità, la difficoltà ad accettare i punti deboli personali si traduce nel attaccare i compagni più insicuri.

Riflettere su cosa significhi e comporti essere costantemente aggrediti. Imparare a mettersi nei panni degli altri ci consente di capire cosa si vive e come.

Collaborare con gli insegnanti che a loro volta hanno bisogno dei genitori per trasmettere messaggi costruttivi e trasformativi

Valorizzare gli aspetti pro-attivi della persona per ricercare e sperimentare alternative reali alla prevaricazione.

Mostrare affetto e stima.

La pedagogia ha il compito di creare un terreno valoriale socialmente condiviso e sviluppare competenza. È importante promuovere l’etica della responsabilità, dell’impegno e favorire relazioni educative fondate sul rispetto, la ricerca; la tecnologia è uno strumento potente, oltre che utile per l’apprendimento e da integrare con la didattica.

Bibliografia

Tonioni F. Cyberbullismo, Milano Mondadori, 2014

Berti M. Valordi S.  Facci M. Cyberbullismo Guida completa Rederdito, 2017