Il disturbo di panico rientra nei disturbi d’ansia (DSM-5). Si verificano attacchi caratterizzati da paura apparentemente immotivata con forte intensità per alcuni minuti.

I sintomi sono palpitazioni, sudorazione, tremori, fastidio nella zona toracica, nausea, disturbi gastrointestinali, brividi, vampate e, a livello psicologico, senso di irrealtà, distacco da se stessi (depersonalizzazione), paura di perdere il controllo.

La velocità dell’attacco non dà spazio alla nostra capacità di elaborazione, è una reazione improvvisa, a livello fisico con una reazione di attacco-fuga.

A livello fisiologico si attiva il nostro sistema simpatico che con conseguente aumento del battito cardiaco, determina il rilascio del cortisolo nel sangue, accelerazione del ritmo respiratorio e reazioni Fight or Flight. L’organismo in questa fase richiede un aumento di apporto di ossigeno e diminuisce la nostra capacità di ragionamento astratto. L’effetto è quello di favorire la focalizzazione attentiva, sensoriale e cognitiva su elementi necessari alla sopravvivenza ( Monitoring). Se si è nella condizione di non potersi muovere si innesca una reazione di Freezing o congelamento che isola la persona da ciò che avviene in quel momento. Questa è una risposta difensiva per evitare di essere sopraffatti dagli eventi circostanti.

La persona sente impotenza,, disagio, paura di impazzire o di perdere il controllo.